Lotta Biologica

Kampimodromus aberrans - Eotetranychus carpini,
scontro finale

I disciplinari biologici e biodinamici non prevedono l'uso dei fitofarmaci, ma lasciano ampio spazio d'azione al controllo esercitato da predatori ed antagonisti naturali su parassiti ed artropodi dannosi. Per contrastare la proliferazione di E. carpini, meglio noto come “ragnetto giallo”, si è introdotto con successo Kampimodromus aberrans (acaro fitoseide predatore), suo storico antagonista. Il K. aberrans, pur dello stesso  ordine di grandezza di E. carpini, è in grado di predare ed uccidere decine di ragnetti al giorno; inoltre, quando la preda scarseggia o è assente, grazie alla sua polifagia,  può alimentarsi con le specie di polline reperibili in vigneto o nella vegetazione circostante!  La presenza di graminacee e leguminose lungo i filari, assolve così una duplice funzione: arricchire naturalmente il terreno e distribuire derrate agli acari “utili”. Per una volta, tutto è bene ciò che finisce bene.


Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il CRA – ABP Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura di Firenze

La mosca Olearia

Continua il progetto di ricerca sulle nuove tecniche di prevenzione della mosca olearia nato dalla collaborazione tra Podere Forte, l’Istituto di Scienze e Tecnologie Molecolari del CNR e il Dipartimento di Chimica del Università di Milano che ha come obiettivo lo sviluppo di nuovi prodotti ecocompatibili con cui poter trattare le piante di ulivo contro la mosca olearia. I prodotti sviluppati sono a base di bentoniti complessate con metalli come il rame e l’argento si stanno mostrando molto efficienti e pienamente compatibili con i dettami di un’agricoltura biologica. I risultati si sono tradotti in un poster che verrà presentato al congresso nazionale di “chimica verde”.

Un metodo eco sostenibile per la lotta al parassita dell’olivo: la mosca olearia

Il 16 dicembre scorso presso l’Università degli Studi di Milano ha avuto luogo la discussione della tesi in Chimica di primo livello di Matteo Giannangeli dal titolo "Argille naturali contenenti metalli di transizione bioattivi: un metodo ecosostenibile per la lotta al parassita Bactrocera oleae (mosca dell’olivo)". Questo lavoro di ricerca è nato dalla collaborazione tra Podere Forte, l’Istituto di Scienze e Tecnologie Molecolari del CNR e il Dipartimento di Chimica del Università di Milano e si è prefissato, come scopo principale, lo studio e lo sviluppo di nuovi solidi con cui poter trattare le piante di ulivo, in futuro, nel caso di stagioni di grande infestazione, come per l’annata 2014, con tecniche di difesa a basso impatto ambientale, pienamente compatibili con i dettami di un’agricoltura biologica e rispettosa dell’ecosistema. L’idea si fonda sull’applicazione di tecniche chimico-fisiche moderne a metodi di lotta al parassita che prendono spunto da soluzioni antiche (già adottate nel II sec a.C. e citate nel "De agricoltura" di Catone il Censore) e che comprendono l’uso di argille, di metalli bioattivi e di sostanze di scarto della filiera produttiva dell’olio, con un approccio multidisciplinare all’incrocio tra chimica inorganica, nanoscienze, agronomia ed entomologia. I risultati ottenuti fino ad ora, con la sintesi delle prime argille modificate con specie inorganiche con azione repellente contro la mosca olearia, sono del tutto promettenti e fanno ben sperare per una prossima applicazione in parcelle sperimentali di oliveto. Il lavoro di tesi ha ricevuto numerose espressioni di interesse e di apprezzamento da parte della comunità scientifica milanese e dimostra la costante attenzione che Podere Forte presta all’innovazione scientifica e tecnologica per una produzione agro-alimentare proiettata nel futuro, ma con le radici nelle conoscenze del passato.