Cristallizzazione sensibile

Un buon assemblaggio?
Questione di nuclei

Come si riconosce se due vini non sono compatibili? Due nuclei e una frattura all’interno della piastra. Ecco che indicazioni può offrire la cristallizzazione sensibile! La metodica è apparentemente semplice: una soluzione predeterminata di cloruro di rame (CuCl2) e acqua sterilizzata, mescolata ad un estratto della sostanza da analizzare. Si pone una porzione standard della miscela su una piastra di vetro e si lascia in una camera di cristallizzazione priva di vibrazioni e in ambiente controllato, cioé a temperatura ed umidità relativa costanti. Dopo diverse ore si ottiene un'immagine “cristallizzata” specifica del campione. Il cloruro di rame cristallizza, puro, in un modo tipico del cloruro di rame; unito ad una soluzione con miele, ad esempio, in un modo tipico del miele. Così per carne, vino, terra...

Con l'esperienza di molte cristallizzazioni, il ricercatore riconosce le caratteristiche peculiari delle sostanze prese in esame. E le differenze dalla forma-tipo costituiscono un elemento di giudizio per la qualità di ciascun campione. Al Podere si è avviata nel 2011 una raccolta programmata di tutti i terreni: vigneti, seminativi, uliveti. Fra due anni e migliaia di fotografie, almeno tre per ogni campione ad ogni campionatura, finalmente il lavoro sui terreni sarà ultimato. Da quest’anno al via anche le analisi degli apparati fogliari, delle barriques e dei vini in affinamento... L'obiettivo? Trovare il miglior mix - terreni, vitigno, assemblaggio - per il miglior vino. Sembra facile..