Societas Tintinnani

Carissimi Consoci,
il 29 Aprile 1207, esattamente 808 anni fa nella Piazza della Rocca d'Orcia, Guido Medico, Conte di Tentennano e 151 capifamiglia firmavano la celebre Charta Libertatis:

"Poiché Roma, che una volta fu signora e padrona di tutto il mondo, crebbe molto per questi tre valori: EQUITA’, GIUSTIZIA e LIBERTA’, senza i quali nessun paese può né crescere né sopravvivere a lungo, a me, Guido Medico, … reggitore di Tentennano, vedendo la condizione di questa Rocca e dei signori e dei fedeli che in essa abitano, andare di bene in male e di male in peggio per l’iniquità, l’ingiustizia e la servitù, ed essere ridotta ormai quasi a nulla, parve che fosse bene provvedere per il benessere sia dei signori che dei fedeli e anche di tutto il territorio."

"EQUITAS, IUSTITIA, LIBERTAS"
tre valori da cui partire
per lo sviluppo competitivo di un territorio ricco di risorse e potenzialita'

Buon 29 Aprile a tutti

Matteo Guidotti
 


Tintinnani e Podere Forte.
Affinità elettive

La Societas Tintinnani è un'associazione nata nel 2005 per studiare, tutelare e diffondere la storia, la cultura e le tradizioni della Rocca di Tentennano e dei borghi circostanti. L'affinità di obiettivi ha fatto da “collante culturale” con il Podere Forte creando la base organizzativa per  una serie di iniziative rivolte agli abitanti e ai turisti di queste terre di Siena. Tra gli eventi: i concerti di musica barocca e antica al festival della Val d'Orcia, la pubblicazione del testo di studio dedicato alla Carta libertatis della Rocca di Tentennano nell'ottocentesimo anniversario della sua stipula.  Si tratta di uno dei primi, preziosi, esempi in Europa dell'affrancamento dalle servitù feudali.

Dulcis in fundo: l'allestimento di una giornata di studio sui “pici”, la pasta valdorciana per antonomasia. Lo scopo? “Prendere per la gola” il turista curioso e trasmettere alle nuove generazioni gli antichi saperi. Dalle parole di Matteo Guidotti, il presidente: “In una terra permeata d'arte in ogni sua forma, dalle pievi ai castelli, dai filari ai cipressi alle fonti di acqua termale, non è forse un piatto della tradizione culinaria locale anch'esso, un'opera d'arte da preservare, far conoscere e trasmettere alla posterità?”. Certo che sì!