RICERCHE SU ROCCA D’ORCIA

LA CHIESA DI SAN SIMEONE

San Simeone si trova nel borgo Rocca d’Orcia, in prossimità della Rocca di Tentennano che fu antico baluardo sulla Via Francigena e che oggi fa parte del sistema museale senese, insieme alla Sala d’Arte San Giovanni collocata nel centro cittadino di Castiglione d’Orcia. San Simeone fu  pieve dal XV secolo, ma sappiamo che esisteva già nel XIII, una targa nella controfacciata ricorda che la consacrazione avvenne nel 1633. Oggi l’edificio conserva, sia dal punto di vista architettonico che artistico, una complessa stratigrafia che racconta il suo passato e le numerose trasformazioni avvenute nel corso dei secoli. La chiesa, con navata unica e copertura a capanna, ha una semplice facciata conclusa in alto con un coronamento costituito da due file di mattoni messi per spigolo. Il piccolo campanile a vela è stato aggiunto nella prima metà del XVII secolo e allo stesso periodo risalgono le campane. La scalinata di accesso e il piazzale davanti all’ingresso furono realizzati agli inizi del secolo scorso con le pietre tombali delle antiche famiglie aristocratiche rocchigiane, di cui si leggono poche e frammentarie iscrizioni. Gli interni della chiesa sono fregiati da stucchi e decorazioni pittoriche sette e ottocentesche, come la statua di San Simeone profeta con Gesù bambino in braccio che rimane sull’altare maggiore. L’origine medievale della struttura è tuttavia confermata dalla presenza della decorazione che è affiorata lungo le pareti interne nel corso dei restauri del 2001. Le pitture murali meglio conservate, che coprono affreschi più antichi, sono opera di almeno quattro pittori diversi, tutti attivi in area senese nel corso del XV e XVI, un recente studio ha permesso di riconoscervi le mani di Agostino di Marsilio e Pietro di Domenico. I santi e le scene sacre raffigurate non costituisco un ciclo unitario, le iscrizioni lacunose lasciano supporre che fossero affreschi votivi, mentre i nomi degli artisti che vi lavorarono contribuiscono a confermare l’importanza questo edificio ebbe tra Medioevo e Rinascimento.

Irene Sbrilli