Fosco Maraini

Lo “SPAZIO SE” di Arte Contemporanea in Rocca d’Orcia, frazione di Castiglione d’Orcia (SI), voluto nell’ambito delle recenti ristrutturazioni da Pasquale Forte, ospiterà e sino al 4 Novembre prossimo una mostra selettiva delle opere più significative di Fosco Maraini e precisamente, le foto dedicate al MATSURI, un concetto di grande importanza nella vita religiosa e sociale dei giapponesi. Il termine viene di norma impiegato parlando di riti della religione Shinto, ma talvolta vale anche in altri contesti quali i festival o le sagre. In origine il “Matsuri Shinto” consisteva in un rito religioso essenziale per la vita spirituale della comunità ed avveniva in date stabilite da antiche tradizioni. Nucleo del Matsuri era, ed è spesso ancora, un sacro, mistico, banchetto al quale prendono parte dèi (invitati formalmente a scendere dalle loro sedi celesti) ed uomini.
Il Matsuri è fondamentalmente un rito collettivo, del villaggio, del mestiere, della contrada, della nazione, insomma del gruppo. A contorno di questa parte squisitamente religiosa del Matsuri, che spesso è poco evidente, stanno eventi più vistosi e di varia natura: danze, musiche, rappresentazioni teatrali, mostre d’arte e di fiori, gare, sfide, tenzoni, giochi di bravura e di coraggio. Importantissima è la processione in cui i giovani della “parrocchia” portano a spalle in giro per le contrade vicine al tempio, un palanchino dorato e pesantissimo, nel quale sta la presenza invisibile del nume, sotto forma di simboli (specchio, spada, maschera e simili). Questa fase d’ogni Matsuri è particolarmente festosa, gaia, talvolta orgiastica: i giovani gridando wasshoi, wasshoi, entrano spesso in una sorta di furore dionisiaco; i vicini, i contradaioli, incoraggiano la confusione distribuendo generosamente ai portatori, vino di riso (sakè). Le foto di questa serie, scattate in diversi momenti e luoghi, mostrano vari riti e vari aspetti di wasshoi che vanno dal trasporto chiassoso del sacro palanchino per le strade di Tokio e di Osaka a riti particolarmente suggestivi nei tempi o sulle montagne.
Fosco Maraini, etnologo, orientalista, viaggiatore e molto altro ancora nasce a Firenze il 15 novembre 1912 da Antonio, scultore, e da Yoi Crosse, scrittrice di padre inglese e madre polacca. Tra le mete dei suoi principali viaggi ricordiamo il Tibet, il Giappone, e a più riprese le spedizioni alpinistiche in Asia Centrale. Viaggi da cui sono nate opere di grande respiro e spessore tradotte in tutto il mondo: Segreto Tibet (1951), Ore giapponesi (1957) e Paropàmiso (1963).
Di lui non va dimenticato il servizio fotografico dedicato all’Incanto delle donne del mare: le pescatrici AMA:….giovani spesso bellissime;i loro corpi gentili e forti scivolavano nell’acqua con la naturalezza d’un essere che si trova nel proprio elemento…. Fosco Maraini, è morto a Firenze l’8 giugno 2004.

FOSCO MARAINI in mostra a Spazio SE

dal 29 Settembre al 4 Novembre 2012, ai seguenti orari: martedì-venerdì 11,00-19,00; sabato 10,00-19,30; domenica 11,00-19,00.

 

A cura di Rocco Lettieri