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1-6-2015 Bactrocera Oleae - Mosca Olearia

Abbattere la Mosca Olearia? Podere Forte ci prova con un Protocollo di monitoraggio e di trattamenti preventivi sviluppati con il CNR di Milano.
Dopo la non felice raccolta del 2014 che ha visto Podere Forte non imbottigliare il suo pregiatissimo olio, si è scelto di intraprendere un protocollo di trattamenti e di monitoraggio preventivo contro la cosiddetta “mosca oelaria” (Bactrocera oleae) per incrementare la raccolta delle olive. La scorsa stagione ha visto infatti una proliferazione straordinaria di questo parassita, causata dalle condizioni meteo, che, al contempo, hanno anche causato una ridotta nascita di olive. I due fattori - alto numero di mosche oleare e poche olive - uniti, hanno avuto l'effetto di ridurre considerevolmente la produzione di olio nel 2014 che ha toccato valori molto negativi un po’ in tutta Italia. Un addetto del Podere Forte ha già avviato il monitoraggio negli oliveti secondo un criterio scientifico e con l’ausilio di trappole contenenti ferormoni attrattivi. Con l’avvio della maturazione delle drupe delle olive procederemo ai primi trattamenti con Spintor Fly è un prodotto da “nebulizzare” sulle piante di olivo per abbattere la popolazione degli adulti e non avere l’ovodeposizione delle femmine. Si tratta di un’esca proteica specifica pronta all’uso a base di spinosad ovvero di una miscela di due tossine dotate di notevole attività insetticida, ottenute attraverso un processo naturale di fermentazione da un batterio Actinomicete del suolo, la Saccharopolyspora spinosa. L’esca contiene inoltre 6 ingredienti che la rendono più attrattiva e ne migliorano la persistenza sulle piante rispetto alle esche già presenti in commercio. Si tratta di proteine vegetali, sostanze stabilizzanti, zuccheri, umettanti e sostanze che mantengono la soluzione applicata viscosa ed emettono sostanze attrattive volatili. Spintor Fly non possiede alcun impatto residuale sui frutti e non presenta alcun rischio per l’operatore che esegue il trattamento. E’ autorizzato anche in Agricoltura Biologica e Biodinamica. Contemporaneamente procederemo con trattamenti su oliveti di piccole dimensioni usando il fungo Beauveria bassiana e le bentoniti modificate dal CNR di Milano con metalli come il rame e l’argento. In entrambi i casi, un preparato a base dei due principi attivi verrà distribuito sulle piante di olivo a fine agosto ovvero quando le drupe si stanno preparando alla maturazione finale. La Beauveria bassiana è un fungo  trasmissibile da un insetto all’altro in grado di scatenare delle patologie definite  “epizoozie” tra le mosche uccidendole. Le spore del fungo una volta a contatto con la cuticola dell'insetto e in presenza di adeguate condizioni termo-igrometriche germinano. Dall'appressorio, che è l'organo di ancoraggio con il quale il tubetto germinativo aderisce al corpo della vittima, si sviluppa una sottile ifa di penetrazione. In questa prima fase del processo biologico è necessaria un'elevata umidità. Se l'insetto compie la muta l'infezione si arresta, altrimenti il fungo continua a svilupparsi e ne invade l'epidermide. In seguito prende avvio la differenziazione di blastospore o di altri frammenti ifali che entrano in circolo nell'emolinfa e proliferano. In questa fase inizia solitamente la produzione di beauvericina e di bassianolide, tossine specifiche di Beauveria bassiana che nel giro di 3-5 giorni portano a morte la vittima. Per quanto riguarda invece l’approccio studiato con il CNR di Milano per lo sviluppo di nuovi prodotti a base di bentoniti, questo si basa sulla combinazione di questa tipologia di sostanze inorganiche, già usate tal quali in agricoltura, con metalli tipo l’argento e il rame o molecole organiche di origine naturale come le acque di distillazione delle vinacce o le acque di vegetazione dei frantoi oleari.  Le bentoniti sono infatti dei filosilicati ovvero dei minerali nella cui famiglia rientrano anche le comuni argille. A livello nanometrico presentano una struttura a strati, con spazi ampi tra una lamella e l’altra, che è adatta ad ospitare molecole organiche o specie inorganiche di piccole o medie dimensioni. Queste argille, dunque, possono essere impiegate come “tasche” di dimensione nanometrica (dell’ordine del milionesimo di millimetro) per ospitare metalli e immobilizzare molecole organiche, come aldeidi, chetoni o acidi carbossilici, che possono presentare una efficace azione di disturbo nel ciclo di vita della mosca olearia (Bactrocera oleae). L’attenzione è ricaduta proprio sulle bentoniti, che presentano un costo molto ridotto, un’elevata capacità adsorbente e un’ottima compatibilità con le produzioni agro-alimentari, dal momento che sono già impiegate come additivo nei mangimi animali. Con questo protocollo di monitoraggio ed intervento ci auspichiamo che la stagione olearia 2015 possa essere migliore e si possa tornare a mettere sul mercato il nostro olio extravergine DOP Terre di Siena.