Vendemmia

Chi lancia
paga pegno

15 agosto 15 ottobre. I mesi della vendemmia. Cristian Cattaneo, l'uomo del monte, anzi, del poggio, dà il via. In ordine di apparizione sfilano, è il caso di dirlo: le uve di Pinot Nero, poi Merlot, Sangiovese dei vigneti più freschi e argillosi, Cabernet Franc, Greco di Tufo. Chiude l'orgogliosa parata il Petit Verdot.

Tutta la vendemmia è eseguita manualmente, l'uva raccolta in cassette ben aerate. I ragazzi di Luciano, 20 addetti, conoscono bene il diktat: gli acini devono restare integri. A tal fine poche, importanti accortezze. Primo: appoggiare i grappoli nella cassetta e mai lanciarli. Secondo: sollevare le cassette, non trascinarle per evitare che residui di terra e fango possano entrare in cantina. Terzo, occhio ai grappoli difettosi. Malgrado l’attenzione maniacale con cui avviene la selezione per vigneto e per parcelle, può sfuggire un grappolo imperfetto.

Si lavora dall’alba fino a tarda mattinata. Il mantenimento della temperatura fresca è un dettaglio fondamentale: il suo abbassamento contribuisce alla fissazione degli aromi; l’aumento, al contrario, favorisce successivi processi ossidativi. Già dopo un'ora dalla raccolta, i primi grappoli vengono lavorati sui nastri di selezione. Solo oltre i 50 quintali di uva raccolta viene in supporto la cella frigorifera.