Mosaico

La madre di Gesu disse:
"Non hanno più vino?"

Tutto ci si aspetta di vedere, in cantina, tranne un mosaico. E invece...al quarto piano, in una nicchia ovale appositamente illuminata, appare un mosaico parietale a tutta altezza. Anche l'occhio profano riconosce le Nozze di Cana, un famoso quadro del Veronese dedicato al primo miracolo di Gesù. Dove il vino è protagonista. Meglio, il co-protagonista.

Nella trasposizione a mosaico il quadro si arricchisce di particolari intriganti. Tra i visi degli allegri convitati non è difficile scorgere quelli del committente, dei parenti e dei collaboratori più stretti che hanno contribuito alla rinascita del podere insieme al fondatore. Il gioco, del resto, non è affatto nuovo. Lo stesso Veronese trasformava il soggetto biblico in un evento mondano dove personaggi della contemporaneità, Tiziano, lui stesso, Solimano il magnifico e Carlo V, sostituivano gli antichi invitati. Il paesaggio, dalla versione pittorica si è arricchito delle emergenze monumentali orciane, come la Rocca di Tentennano e la casetta del Guardiavigna. Un divertissement di quasi 40 mq costato quattro anni di lavoro alla grande famiglia di mosaicisti, padre e figlia, Mario e Clara Sarcinelli. E se l'opera colpisce per l'espressività il merito va tutto alla loro maestria e alla loro tecnica musiva. Le tessere, di formato lungo e stretto, infondono una particolare intensità ai visi, evidenziandone i tratti più caratteristici. Un po' come le pennellate rapide e dense di Toulouse-Lautrec!

Si è aggiudicato il 1° posto nella edizione 2010 del "Premio Mosaico & Architettura" nella sezione arte sacra.