Biologico e Biodinamico

Il suolo, la pelle
del pianeta.

Biologico o biologico-dinamico? Qual’è la differenza? Al di là di quanto scritto nei vari disciplinari, quello biologico riguardante la produzione del vino ha visto la luce nel febbraio 2012, la differenza tra i due metodi è tutta nell'approccio.

Certificato di Conformità ICEA BIOLOGICO: IT BIO 006 B2072

Per la biodinamica, sintetizzando in tre punti:

1) Il suolo è una vera e propria "pelle" respirante, pulsante e scambiante. E non solo un substrato, pur complesso. La massima cura è dedicata a moltiplicarne la consistenza vitale che si esprime nell'humus. A sua volta l’humus non è una "sostanza", non si lascia sintetizzare dai laboratori. E' un processo continuo in formazione nel quale l'elemento minerale del terreno si trasforma, "lievita" e diventa una terza realtà viva e brulicante. Le radici e la rizosfera sono gli artefici principali di questa trasformazione.
La cura del suolo così concepito, osservato e compreso, è uno dei pilastri fondamentali della biodinamica. Ogni individualità agricola ha la sua specifica "pelle", il suo specifico humus. Da qui il secondo punto di differenza:

2) La biodinamica tende all'Individualità Agricola. Ogni azienda, ogni podere, ha una storia unica, non riproducibile. Per questo tutti i mezzi di produzione devono rientrare nei procedimenti esistenti in azienda…Estremizzando: ogni atomo di carbonio che circola nell'azienda è un bene, una “doc” aziendale.

3) I mezzi di produzione tipici della biodinamica sono i preparati. Nell'insieme costituiscono un armamentario, auspicabilmente autoprodotto, vedi punto due, che stimola, regola e dirige i processi biologici dell'azienda. Verso quale target? L'equilibrio ecologico, aziendale e territoriale.

Seguendo questa logica l'agricoltore del podere biodinamico è molto più che un semplice coltivatore. E’ il direttore d'orchestra della sinfonia creata da quell’organo vivo che è l’azienda…